Vincere è bello, provare a farlo a tutti i costi è imperdonabile

La formazione continua dei giornalisti, LOTTA AL DOPING, SCHIROPENSIERO, SPORT

Chi si stupisce per il fenomeno doping mi farebbe un po’ ridere, se non mi facesse decisamente arrabbiare. Soprattutto se si tratta di miei colleghi giornalisti. Se la cultura del doping si è diffusa, è certamente perchè ha fatto comodo a tutti, anche diversi giornalisti, che si sono voltati dall’altra parte.

Sandro Donati
Sandro Donati

Ho sentito parlare di Sandro Donati la prima volta nel film The accidental death of a cyclist. Viene presentato come Consulente del WADA e dichiara (cito a memoria): “Gli atleti sono al vertice della catena del doping, sono quelli che rischiano e c’è gente che guadagna sulla loro pelle”.
Visto che mi è sembrata una dichiarazione molto interessante, sono andato a informarmi su Sandro Donati e ho scoperto che era un allenatore di atletica che ha provato invano a opporsi al doping e alla cultura della vittoria a tutti i costi.
Donati nel 1989 aveva anche scritto un libro: Campioni senza valore. Oggi è introvabile in libreria, ma per fortuna qualcuno lo ha pubblicato come file PDF su internet. Lì l’ho scovato e letto, anche se la conversione del file non è stata perfetta al 100%.
Donati racconta che subito dopo (1985) che venne messa al bando l’auto-emotrasfusione scoppiò il bubbone degli steroidi anabolizzanti. Riporta stralci delle testimonianze rese al Magistrato Raffaele Guariniello dal dottor Daniele Faraggiana, un ex atleta di ottimo livello che aveva seguito Campioni quali il lanciatore del peso Alessandro Andrei e il sollevatore di pesi Norberto Oberburger, 2 delle medaglie d’oro di Los Angeles 1984. Faraggiana disse chiaro a Guariniello che aveva somministrato steroidi ai 2 e ad altri atleti.

Nessuno si poteva stupire. Nel 1975, il Commissario Tecnico della nazionale di atletica Rossi aveva dichiarato a Tuttosport che: “Il lanciatore di martello Salvaterra sa fare adeguato uso degli anabolizzanti, visto che i suoi genitori sono farmacisti”.
Gli steroidi erano dunque somministrati agli atleti, che li assumevano consapevolmente, perchè si volevano aumentare velocemente le prestazioni. Nel 1975, evidentemente, non c’era nessuna legge che lo vietava. Ma questo mi permette di rafforzare un concetto: un medico non ha bisogno di una legge che glielo vieta, per sapere che non deve somministrare steroidi a una persona sana.
Come spiega Donati, questo fa parte di una logica che: “Equipara il successo a un magico passpartout“.

Donati riuscì a promuovere un’interpellanza parlamentare, ma quando arrivò a Montecitorio un Deputato (di cui non scrive il nome), che evidentemente non lo aveva riconosciuto, gli disse: “Come siamo ridotti, se qualcuno non trova niente di meglio da fare che perdere il proprio tempo dietro a queste stupidaggini”.
L’interpellanza ebbe una eco relativa. Certo, se ne occupò il periodico L’Espresso. Franco Arturi sulla Gazzetta dello Sport si battè per dare spazio a Elio Trifari, che voleva fare luce. Ma ha ragione Donati quando amaramente afferma: “La capacità critica di molti giornalisti italiani è rimasta a lungo offuscata”.

Primo Nebiolo (1923-1999)
Primo Nebiolo (1923-1999)

Per fare luce sulla vergogna del doping nell’atletica italiana sarebbe stato necessario andare contro il potentissimo Primo Nebiolo, Presidente della Federazione Italiana e della Federazione Mondiale. A chi conveniva?
La strategia di Nebiolo era quella di gonfiare i risultati sportivi per valorizzare il prodotto da vendere. Non solo con il doping. Donati racconta che il lanciatore del martello Orlando aveva usato un attrezzo truccato in una sfida con la Finlandia. Racconta anche dell’ultimo salto di Evangelisti nel lungo al Mondiale 1987 di Roma. Spiega che un giudice aveva affondato il sensore per la misurazione del salto nella sabbia prima che Evangelisti saltasse. L’italiano ottenne così una misura ufficiale di 8.38, anche se il suo salto si era fermato prima degli 8 metri.
Quando si arrivò al rinnovo delle cariche FIDAL, Nebiolo fece di tutto per essere rieletto, compreso elargire: “A numerosissime società contributi straordinari”.
Fu costretto poi a dimettersi, ma non prima di: “Una difesa di se stesso che non aveva più nulla a che vedere con l’interesse dell’atletica italiana”.
Ovviamente, sarebbe facile attribuire tutte le colpe a Nebiolo e cavarsela così. Donati però ci avverte: “La degenerazione non può essere attribuita solo a un uomo. L’atletica impazzita degli anni ’80 ha avuto milioni di tifosi e migliaia di cantori“.

Non è, ovviamente, che le cose funzionassero così solo in Italia. Ci sono 24 vincitori di medaglie olimpiche russi che sono morti all’età media di 41 anni. Il finlandese Maninka nel 1983 aveva denunciato di essere stato minacciato di esclusione dalla nazionale se non avesse accettato di sottoporsi ad auto-emotrasfusione. Di Ben Johnson e delle Olimpiadi del 1988 abbiamo detto e ripetiamo.

Questa serie di articoli per me è stata se vogliamo piuttosto dolorosa. Gli anni ’80 sono quelli dei miei 20 anni e molti di questi atleti sono stati miei eroi. Ad esempio, ho scoperto che anche il nuotatore Franceschi (allora giocavo a pallanuoto e nelle vasche a delfino di allenamento cercavo di imitarlo) si è a sua volta sottoposto ad auto-emotrasfusione.
Questa lista di atleti aiutati dal Professor Conconi i rattrista: Maurizio Fondriest, Maurilio De Zolt, Manuela Di Centa, Silvio Fauner, Ivan Gotti, Claudio Chiappucci, Marco Pantani, Stephen Roche, Gianni Bugno, Maurizio Damilano. Per le vittorie di tutti loro ho gioito e le ho sentite mie.

Vittoria: che bel termine. Vincere è bello e chi partecipa a una gara è giusto che lo faccia per vincere e che si arrabbi se non vince. Ma non deve provare a vincere a tutti i costi. Sia che questo comporti ingannare un avversario, ingannare un giudice di gara e, meno che mai, modificare il proprio metabolismo assumendo farmaci.
Per quel che conta, mi batterò finchè posso perchè questa verità sia diffusa il più possibile. E mai offrirò la mia solidarietà a un atleta che ha ritenuto giusto sottoporsi alle pratiche del doping.

4-FINE

1-GLI EROI DISTRUTTI DAL DOPING    2-LANCE ARMSTRONG
3-ERRORI e OPINIONI SBAGLIATE

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