Inizia male il Players Weekend per i Red Sox

BASEBALL

Il Players Weekend non poteva iniziare peggio per i Red Sox: sconfitta 16-3 contro gli Orioles, 20 valide subite e 5 errori difensivi, tutti di tiro. I lanciatori sono andati così bene, che ha finito la partita in pedana Moreland, un prima base. Il partente Porcello ha subito 11 punti in 5 inning scarsi. Ed è vero che solo 4 sono guadagnati, ma ha anche beccato 2 fuoricampo chilometrici, da Trumbo e Davis).

Con la storia del Players Weekend, i giocatori sono scesi in campo con i soprannomi al posto dei cognomi sulla schiena. Chris Davis (foto di copertina) ha deciso di usare Crush, che ricorda la sua potenza (una palla battuta con gran forza è crushed, esattamente quel che ha fatto Davis a un lancio di Porcello) e forse occhieggia al leggendario giocatore di Minor League, fornendo una ulteriore libera interpretazione (sarebbe Crash e non Crush Davis) rispetto a quella portata in scena da Kevin Costner nel film Bull Durham (il vero Crash Davis era un interno e, giorndo con i Durham Bulls, batterà il record di doppi e non quello di fuoricampo) sulla sceneggiatura di Ron Shelton. Ho ritrovato un articolo che avevo scritto al riguardo per il sito FIBS e lo pubblicherò presto.

La batosta di venerdì notte fa il paio con il 13-6 subito giovedì dagli Indians, oltretutto in una gara in cui il partente era Sale. Non era ancora il Players Weekend, ma i Red Sox hanno concesso qualcosa come 18 valide. Sommate alle 20 del giorno dopo, fa un bel 38 in 2 partite. Tenete poi conto che giovedì è uscito infortunato Mookie Betts (ginocchio; però venerdì era già in campo) e venerdì è uscito infortunato Eduardo Nunez (polso; stiamo aspettando l’entità dell’infortunio).

A inizio settimana si era invece infortunato Jackie Bradley e in quel caso si è trattato di un infortunio più serio, tanto da portare Bradley in lista infortuni per 10 giorni e a far intervenire i Red Sox sul mercato. In agosto, finito il tempo degli scambi (trades), è possibile acquisire i giocatori che le varie squadre mettono on waivers. Significa nella sostanza che sono disposti a rinunciare al giocatore. Ovviamente, una volta che si è espressa l’intenzione di ingaggiare un giocatore on waivers è poi necessario raggiungere un accordo con la società che lo ha sotto contratto. I Red Sox hanno raggiunto un accordo con gli Oakland A’S per prelevare l’esterno centro Rajai Davis. Si tratta di un veterano classe 1980, che ha giocato anche per Pittsburgh, San Francisco, Toronto, Detroit e Cleveland (con cui ha giocato le World Series 2016; Progressive Field  lo ha accolto con una standing ovation, il giorno del suo esordio nei Red Sox) e che è nato e cresciuto in Connecticut, uno degli epicentri della Red Sox Nation. Anche quando Bradley sarà disponibile, si tratterà di un eccellente alternativa in campo esterno.

Rajai Davis durante il BP prima della partita di Cleveland tra Indians e Red Sox (AP Photo/Tony Dejak)

Ovviamente i Red Sox guardano anche ad altri potenziali rientri con una certa ansia. Ad esempio, a quello di David Price. Sta migliorando, ma non ha ancora lanciato contro i battitori. Del miglior Price, Boston avrebbe davvero bisogno, per puntallare la rotazione che vede un Sale in calo, un Porcello mai completamente affidabile e un Eduardo Rodriguez che dopo l’infortunio ha avuto alti e bassi. Sta crescendo molto Carson Smith (lancia in Triplo A), che con l’espansione del roster a settembre sarà quasi certamente richiamato. Con Barnes che convive con problemi fisici e Kelly che sembra essersi smarrito, un aiuto al bull pen non disturberebbe affatto.

A proposito del bull pen, Evan Drellich sul sito di CSNNE (Comcast SportsNet New England) fa un attacco frontale a John Farrell sull’uso dei rilievi. Nella sostanza, Drellich (il cui profilo Linkedin lo definisce Red Sox reporter) si chiede: se credi nella teoria del Relief Ace (il miglior rilievo non necessariamente deve entrare al nono), perché con un punto da difendere contro gli Indians non hai messo Kimbrel e lo hai invece utilizzato sul 6-1 il giorno dopo?
Farrell, a chi gli ha contestato la cosa, ha risposto: “Non crediate che Kimbrel lo si possa mettere dal sesto al nono quando se ne ha più bisogno”.

Ci sono anche giornalisti di CSNNE con cui Farrell ha rapporti migliori: come Jessica Moran, un 20 anni più giovane di lui, per cui si dice abbia lasciato moglie e 3 figli

Ah, no? A me vien da chiedere. E riapro una polemica che rappresenta uno dei miei cavalli di battaglia. Nel baseball moderno si crede in maniera ferma alla specializzazione. Così ci sono rilievi che sanno che potrebbero entrare al settimo o all’ottavo e c’è un rilievo che sa che lancerà solo al nono. Drellich si chiede: siamo sicuri che un rilievo vada scelto in base all’inning che si sta giocando e non in base alla situazione e ai battitori che si stanno preparando?

Mentre vi lascio meditare sulla risposta, nel darvi appuntamento al prossimo aggiornamento e auspicando che il Players Weekend prenda una direzione diversa per i Red Sox, vi segnalo 2 articoli in cui avevo detto la mia sul closer: il primo mi venne ispirato da una fortunosa salvezza proprio di Craig Kimbrel quando giocava nei Braves e a cui avevo assistito a Citi Field di New York nel 2013. Il secondo lo avevo scritto, contestando il manager dei Kansas City Royals Ned Yoast, durante le World Series 2014.

Per seguire giorno dopo giorno i miei aggiornamenti sui Red Sox, tenete d’occhio #redsoxinitaliano su Twitter.

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