Bari Weiss

La lezione di Bari Weiss

La formazione continua dei giornalisti

Bari Weiss era la vice di James Bennet alla sezione Op-Ed del New York Times. Op-Ed sta per “opposite the editorial page”. La sezione ospita opinioni non in linea con quelle della redazione.
Bennet fu costretto alle dimissioni per aver pubblicato un editoriale del Senatore Thomas Bryant Cotton che invitava il Governo a contrastare i disordini seguenti all’omicidio di George Floyd con l’esercito. Il titolo era ‘Send in the Troops’.

James Bennet
James Bennet (Businessinsider.com)

Bari Weiss ha seguito il suo ex capo dimettendosi dal New York Times. Pur premettendo di provare “tristezza”, Weiss motiva la sua decisione con il fatto che “la lezione sulla necessità di capire gli americani che non la pensano come noi” non sembra essere stata capita dal quotidiano.

“Ero entrata al Times per dare spazio a punti di vista che altrimenti non sarebbero apparsi su questo giornale” ha scritto Weiss in una lettera aperta che ha avuto grande diffusione sulla stampa di tutto il mondo. “Questo sforzo da parte del Times era dovuto agli errori fatti dal giornale nelle previsioni sul risultato delle elezioni presidenziali del 2016“.

Stando a Weiss, è Twitter il vero direttore del New York Times “l’etica e i costumi della piattaforma sono diventati quelli del Times“. Aggiunge la giornalista: “La curiosità intellettuale, per non dire della tendenza ad assumersi dei rischi, sono visti come un problema in questo giornale”.
Weiss accusa poi i colleghi di averla bullizzata, chiamandola “nazista” e “razzista”. Accusa di aver subito una “discriminazione illegale” e di aver vissuto in un “ambiente di lavoro ostile”. E chiede alla proprietà: “Come avete potuto lasciarlo succedere, visto che in privato vi mostravate grati del coraggio che stavo dimostrando”.

La vicenda non è certamente bella. Ma non ho gli strumenti per giudicare quello che è veramente avvenuto dentro la redazione del Times. Posso però trarre una lezione, continuando con la lettura

Personalmente, sono rimasto molto colpito da queste parole: “Al Times la verità non è vista come un processo di scoperta collettiva, ma come un patrimonio intellettuale di pochi, che hanno poi il compito di comunicarla”.

Bari Weiss è diventata ovviamente l’eroina dei vari Minzolini, Feltri, Belpietro e di tutti coloro che li seguono. Il suo caso, sembrano dirci, dimostra che “questa sinistra” si ritiene depositaria di una “superiorità culturale” e “non accetta il confronto”.

Trovo incredibile che facciano di Bari Weiss un’icona organi di informazione che non provano mai ad arrivare alla verità attraverso un “percorso di scoperta collettiva”. Ma che la verità se la fanno dettare dal loro politico di riferimento.

Bari Weiss, classe 1984, è originaria di Pittsburgh in Pennsylvania. Si è laureata alla Columbia University e aveva lavorato al Wall Street Journal prima di passare al Times nel 2017.

La foto di copertina è di Vanity Fair

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