Fenway Park, lo storico stadio dei Red Sox in centro a Boston

Cosa ci dobbiamo aspettare dai Red Sox nel 2021?

BASEBALL

Il 2021 sarà il quinto anno consecutivo in cui provo a seguire i Boston Red Sox giorno per giorno. L’esperienza era iniziata con una qualificazione ai playoff, a cui aveva fatto seguito la trionfale stagione delle World Series 2018. Da lì in poi, non è andato bene nulla. E dal 2021 non so davvero cosa aspettarmi.

Ho definito nella sintesi di fine mese sul mio diario della stagione settembre come “il mese finale di una regular season disgraziata” e più avanti ho osservato “prima della fine del mese, viene silurato il manager Ron Roenicke”. Per la precisione, è successo il giorno 27.

Ron Roenicke è un sessantenne gentile per il quale spiace. Oltretutto, non gliene è andata bene una. Però con il monte stipendi dei Red Sox, e concedendo anche che vincere senza lanciatori partenti sarebbe difficile per tchiunque, non si può onestamente fare così schifo. Se sei a capo di una squadra che arriva ultima pagando in stipendi più del doppio di chi vince la division, il licenziamento te lo devi aspettare.

Roenicke era diventato manager ad interim quando Alex Cora, di cui era bench coach (nella sostanza, il vice), e i Red Sox avevano rescisso il contratto. La decisione (“condivisa”, secondo la versione ufficiale) era arrivata dopo che Cora era stato accusato di un ruolo di primo piano nell’imbroglio costruito dagli Houston Astros per rubare i segnali agli avversari tramite i video.

Cora è stato squalificato per un anno. Poi, come chiedeva unanime la stampa di Boston (e, che naturalmente conta di più, come voleva la proprietà dei Red Sox) è stato rinominato manager.

Si potrebbe concludere che il 2020 del COVID-19 è semplicemente un anno perso e che i Red Sox ricominceranno come se fosse la fine della stagione 2018. Naturalmente, c’è una differenza: l’unico tra i vincitori delle World Series 2018 che è ancora un vincitore delle World Series è Mookie Betts. Ma perché le ha vinte in questo 2020 con i Dodgers di Los Angeles.

Anche ragionando per paradosso, non si può comunque cancellare la stagione 2019. Che ha portato a una serie di scelte sbagliate. Tipo non rimpiazzare Craig Kimbrel con un rilievo di pari livello per poi riconoscere alla fine che né Barnes, né Brasier avevano dato un contributo accettabile nelle riprese finali. Per la scelta su come è stato costruito il bullpen, e per il rinnovo di contratto di Chris Sale, che si è poi dovbuto operare al gomito, ha pagato il capo delle Baseball Operations Dombrowski. Ma dubito che Cora fosse ignaro delle decisioni prese.

Quello che a me di Cora, che ho soprannominato lo Stramaccioni di Portorico (da cui StraCora), non piace è la pretesa di raggiungere la valutazione perfetta attraverso i numeri. Per carità, Cora non è l’unico nel baseball di oggi. E le analisi statistiche servono eccome. Io resto però dell’idea che un manager deve essere qualcosa di più di uno che legge nel modo corretto i numeri. Quando cambiare un lanciatore, insomma, deve essere deciso anche in base alle sensazioni del momento e all’istinto. Se non è così, stiamo giocando alla playstation e non sul campo.

Cora ha scelto come vice Will Venable, che arriva a Boston dai Cubs di Chicago con una solida nomea di un esperto di analisi che è anche un uomo di baseball vecchio stile. Venable era stato tra i candidati al posto di manager e il capo delle Baseball Operations Chaim Bloom lo considera “un grande manager in prospettiva”.

Comunque io la pensi su Cora e Venable, indipendentemente dalle mie ragioni, e se anche non sbaglieranno nulla, bisogna rendersi però conto che con questa rosa andranno poco lontano.

I Red Sox devono completamente ricostruire la rotazione dei partenti. Eduardo Rodriguez rientra dopo una miocardite (conseguenza del COVID-19), Chris Sale non ci sarà prima di luglio. Al momento, l’unica certezza è Nathan Eovaldi, un gran lanciatore, ma quando è sano. Cosa che non gli è successa spessissimo in carriera. L’altro partente che è apparso accettabile nel 2020 è Martin Perez, ma i Red Sox hanno lasciato cadere l’opzione per il rinnovo di contratto.

Il mercato è pieno di lanciatori partenti di livello, a cominciare dalla superstar Trevor Bauer. E il presidente Kennedy ha garantito che i Red Sox “continueranno a investire”. Per il momento però è arrivato lo sconosciuto dominicano Joel Payamps, preso off waivers (dunque gratis) dagli Arizona Diamondbacks.

Non è che il mercato di Chaim Bloom si potrà comunque limitare ai lanciatori partenti. Il parco rilievi va sicuramente rinforzato, anche ammesso che il giovane Darwinzon Hernandez e i soliti Brasier e Barnes siano le prime scelte per gli ultimi 3 inning.

Ai Red Sox mancano poi un seconda base e un esterno centro.
Per il ruolo che fu di Dustin Pedroia penso sia necessario un intervento sul mercato. C’è giusto libero Kolten Wong, il guanto d’oro della National League con i St Louis Cardinals. Allo stato attuale il posto se lo giocherebbero Christian Arroyo, Yairo Munoz e Jonathan Arauz, tutti giocatori a basso costo.
All’esterno centro non è stato confermato Jackie Bradley, che è sul mercato. Nel ruolo potrebbe anche sportarsi Alex Verdugo, il miglior acquisto dello scorso inverno. In quel caso, serve un rinforzo che abbia idea di come giocare nel complicato campo esterno di Fenway Park.

Per chiudere, ci sono altri punti interrogativi. Primi tra tutti Andrew Benintendi e Rafael Devers, che devono dimostrare che la stagione 2018 non è stata un caso. JD Martinez invece deve dimostrare che la stagione appena finita è stata per lui un incidente di percorso.

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