A rileggermi sul doping, mi do dell’ingenuo

La formazione continua dei giornalisti, LOTTA AL DOPING, SCHIROPENSIERO, SPORT
Lylia Shobukova, clamoroso caso di doping nell'atletica russa (Sean Dempsey)
Lylia Shobukova, clamoroso caso di doping nell’atletica russa (Sean Dempsey)

Pensavo di essermi imbattuto nel peggio che il mondo dell’aiuto farmacologico agli atleti rprofessionisti potesse proporre, ma evidentemente sono un ingenuo. La Independent Commission della WADA (Agenzia Mondiale Anti Doping) ha appurato un vergognoso caso di Doping di Stato in Russia. I risultati del lavoro della Commissione sono stati esposti in una conferenza stampa che si può facilmente rintracciare su YouTube. E che inizia in questo modo poco tranquillizzante nelle parole di Richard Pound, un fondatore della WADA e che guidava la Commissione: “I risultati saranno fonte di seria preoccupazione e una grossa delusione per gli atleti puliti e gli appassionati”.

Qui c’è veramente poco da scherzare: la Federazione Internazionale di Atletica (IAAF) ha sospeso la Russia da ogni attività e c’è chi parla già di escludere gli atleti russi dalle Olimpiadi di Rio. Il che, come bomba, non sarebbe male.
L’ex Presidente della IAAF Lamine Diack è stato sospeso dal ruolo di membro onorario del CIO (Comitato Olimpico Internazionale).
L’attuale Presidente IAAF Sebastian Coe, ex stella del mezzofondo, ha commentato: “E’ triste per il mondo dello sport”.
Il CIO stesso ha subito detto la sua sul contenuto del rapporto: “Uno chock”.

Durante la conferenza stampa il giornalista David Walsh chiede a Pound se è corretto parlare di Doping di Stato. Ricordate nei pezzi su Lance Armstrong che Walsh (che Armstrong soprannominava Il Troll) è quello che dice che bisogna fare le domande giuste, bisogna avere il coraggio di chiedere persino: come mai Gesù era povero, se i suoi genitori avevano ricevuto ricchi doni dai Re Magi.
Pound cerca di essere evasivo, Walsh non lo molla e allora Pound ammette: “Per quel che emerge da questo rapporto, direi che può essere un caso di Doping di Stato“.

Il Cremlino non l’ha presa bene. La dichiarazione ufficiale è che “non c’è nulla di oggettivo”.
Il Ministro dello Sport Vitaly Mutkp dice che dal rapporto “non emerge nessuna prova oggettiva”.
Mutko per la verità dice anche di essere: “impegnato senza riserva nella lotta al doping”.

Vitaly Stepanov
Vitaly Stepanov, le prove oggettive ci sono eccome.

Ora bisogna dire senza riserve che le prove oggettive ci sono eccome. L’inchiesta della WADA ha preso infatti le mosse da un film per la TV (il canale è il tedesco ARD) realizzato dal giornalista Hajo Seppelt e andato in onda ad agosto con il titolo Come la Russia ha costruito i suoi vincitori.
Seppelt era stato contattato da Vitaly Stepanov, un dirigente della RUSADA (agenzia anti doping russa). Per Stepanov si trattava del lavoro dei sogni, desiderato fin da quando era studente negli Stati Uniti. Durante il suo lavoro Vitaly ha conosciuto Yulia, una stella del mezzofondo russo. Si sono innamorati e Yulia è divenuta sua moglie.
Al momento Yulia Stepanova è squalificata per doping. Questo nonostante abbia pagato cifre considerevoli per occultare i campioni che dimostravano il suo uso di EPO.

Non sto scherzando. Ho letto il copione del film per la TV ed emerge proprio questo. Tutti i protagonisti di livello dell’atletica russa facevano uso di EPO o di steroidi anabolizzanti. O magari di entrambi. Erano seguiti da un certo Sergey Portugalov (infatti, in codice, quando dovevano sottoporsi a trattamento dicevano “vado in Portogallo”). Se venivano beccati, l’alternativa era pagare.

Il copione è crudo. Ma è frutto di un lavoro di giornalismo investigativo da Pulitzer.
Seppelt prova a più riprese a parlare con Valentin Balakhnicev, Presidente della Federazione russa di atletica, che rifiuta l’intervista. Scopre ugualmente i dettagli del caso di doping che coinvolge Lylia Shobukhova, stella della Maratona. Inizialmente Shobukhova si era rifiutata di parlare (il lavoro di ricerca si è ovviamente svolto molto prima della messa in onda), poi ha deciso di collaborare con la WADA ed è stata recentemente riabilitata proprio per aver collaborato.
La WADA dice d’altra parte: “Dobbiamo tutelare chi parla”.

Hajo Seppelt
Hajo Seppelt

Il sistema era criminale. Non voglio fare del qualunquismo, ma sulla base di quello di cui ho parlato, letti i libri di Sandro Donati, ce la sentiamo di dire che tutto il marcio era nell’atletica russa e che siamo a posto così?
Stiamo purtroppo parlando di una associazione a delinquere e non si può fare altro che augurarsi che il problema sia, se non circoscritto, circoscrivibile.

Il CIO ha sciolto il RUSADA. Non poteva fare altro, perchè le prove sono chiarissime: il laboratorio dove operava l’agenzia antidoping accettava soldi per nascondere i campioni positivi.

Il Presidente del Comitato Olimpico russo Aleksander Zhukov ha incontrato il Presidente del CIO Bach. Tra i 2 c’è un accordo, alla base di: “L’importante è proteggere gli atleti puliti”.

Dal WADA esce anche un po’ di veleno. Una fonte anonima dice: “Ci  stimolano tutti a fare di più per prevenire, ma si scordano tutti di spiegare chi è che pagherà”.

In quanto ad Hajo Seppelt: grazie. Il tuo lavoro è una buona ragione per credere nella nostra professione.

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