Ultimo chiarimento sui rapporti tra me e Giorgio Gandolfi

BASEBALL, SCHIROPENSIERO, SPORT

Il fatto che io abbia inteso rispondere senza mezzi termini a Giorgio Gandolfi ha suscitato diverse reazioni. Mi piace prendere di petto un paio di posizioni.

La prima: “la diatriba non fa bene al baseball”.
Non si sa perchè. Se c’è qualcuno che scrive cose false, io dovrei lasciarmi offendere dalle falsità per un presunto “bene superiore”?
No, grazie. E’ dall’asilo, che ho smesso con il porgi l’altra guancia.
Gandolfi, lo stesso che nel 1977 iniziò un articolo di Tuttobaseball con la frase “A me ‘sta storia degli oriundi inizia a rompere las pelotas” (la nazionale del 1977, forte e vincente, era composta quasi unicamente da oriundi; alcuni, nel vero senso della parola, nel senso che è tutto da dimostrare che fossero cittadini italiani); ce l’aveva con le critiche che il progetto di Beneck riceveva. E oggi si lamenta del fatto che ci sono troppi oriundi (ripeto: oltretutto dimostrando di non sapere il significato della parola oriundo) in nazionale. E io, dovrei tacere?
Ripeto, no grazie.
Gandolfi, ovvero quello che accettò di scrivere che nel 1984 Bruno Beneck era stato eletto Vice Presidente Mondiale, quando nella realtà Beneck era stato trombato e il Vice Presidente eletto era Aldo Notari, si mette a dare lezioni di giornalismo dal pulpito che “Io scrivo dagli anni ’60”. E io dovrei tacere?
No, grazie. Anzi, mi faccio forza di quel che mi disse Indro Montanelli: “Il nostro mestiere non conosce gerarchia, nè anagrafe”.

La seconda posizione merita un mio chiarimento.
Qualcuno ha accennato al fatto che io possa aver criticato le varie iniziative (blog, siti eccetera) fioriti ultimamente e non gestiti da professionisti.
Non c’è niente di più falso. Io ce l’avevo solo con il sito di Gandolfi (Tuttobaseball, il sito dei giornalisti Giorgio Gandolfi e Luigino Saracchi). Non mi permetto di giudicare il lavoro altrui pubblicamente, a meno che non sia spinto a farlo da chi attacca il mio. Come è successo nel caso di Gandolfi.

Quando ho iniziato a fare il giornalista, l’ho fatto per diletto (1985), poi per lavoro (1988), quindi con delle responsabilità (1991), poi ho iniziato più o meno una carriera (1996), quindi ho sostenuto l’esame da professionista (2000). Nessuno mi ha mai regalato nulla e so cosa vuol dire fare la gavetta. So cosa vuol dire vedersi guardato dall’alto in basso perchè non hai il tesserino dell’Ordine in tasca.
Non tratterò mai nessuno come sono stato trattato io da ragazzo.

Con questo, chiudo. Giorgio Gandolfi continuerà a ricevere dall’Ufficio Stampa della FIBS tutto il materiale necessario a fare il suo lavoro. E tutte le risposte necessarie ogni volta che scriverà cose che fanno a pugni con la realtà.
Per il bene del baseball, del giornalismo e della verità.

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