Le megattere

FICTION E PROGETTI EDITORIALI, le mie bestie, Messico 2012-2013, VIAGGI

In Star Trek-rotta verso la Terra, il quarto film della serie, una sonda di Leonard Nimoy (Mr Spock) e William Shatner (Capitano Kirk) in 'Rotta verso la Terra'origine aliena sta praticamente distruggendo la terra. Emana infatti un segnala che neutralizza ogni fonte di energia. Ma non si tratta di un attacco alieno alla Terra: per motivi che non sono tanto chiari, la sonda sta cercando di comunicare con le megattere. E le megattere non possono rispondere, perché sono estinte.
Nel 1986 la possibilità che le megattere si estinguessero era molto seria. La caccia aveva ridotto la popolazione originaria del 90%. Oggi di megattere al mondo ce ne sono circa 80.000, quindi il rischio di estinzione non è imminente. Si tratta di una specie da ritenersi comunque in pericolo, visto che (lasciando perdere le navi baleniere, ancora attive in Norvegia e Giappone) le megattere possono essere uccise anche per sbaglio, ad esempio dalle reti da pesca. E se non ci credete, vi invito a guardare questo VIDEO DI GREEN PEACE

Abbiamo iniziato il giorno di Natale con una certa ansia. Dopo la delusione delle balene grigie a Guerrero Negro, in verità non crediamo che vedremo balene nemmeno oggi. Quando notiamo che El Capitan sta pulendo la barca, almeno siamo sicuri che non ci ha turlupinati, quando ci ha chiesto i soldi in anticipo.
El Capitan è depresso. Si attacca al cellulare e capisco che dice a qualcuno: “Vi stiamo aspettando”. Evidentemente, come noi avevamo paura di essere fregati da lui, lui aveva paura di preparare la barca per il giorno di Natale e poi andarci da solo, a fare Whale Watching.
In verità, El Capitan ci chiarisce che nemmeno oggi vedremo le balene grigie. Ma prima che mi prenda lo scoramento, chiarisce anche che non è che le balene grigie siano gli unici cetacei dell’Oceano Pacifico.  Così, quando individuo lo sbuffo tipico della balena che sale in superficie a respirare, El Capitan mi dice sicuro: Ballena Jorobada. Il mio Spagnolo non è sufficientemente evoluto per capire, così gli chiedo di dirmelo in Inglese e lui (con fare un po’ infastidito) sentenzia Humpback.
Significa in sostanza “balena gobba”, perché in effetti la schiena della megattere è arcuata. In Italiano noi conosciamo questo cetaceo come megattera dal greco méga ptéron, ovvero “grande ala”. Il riferimento è alle pinne dorsali, che nelle megattere sono molto più grandi, rispetto ad altri cetacei. E che consentono alle balene jorobade di nuotare molto veloci sott’acqua.

La definizione della specie venne fatta con questo nome dallo zoologo britannico John Edward Gray nel 1846. Per la verità, la megattera era stata identificata come baleine de la Nouvelle Angleterre dal naturalista francese Mathurin Jacques Brisson fin dal 1756. Nel 1781 il professor di Storia Naturale dell’Università “Viadrina” (Francoforte) Georg Heinrich Borowski utilizzò la versione latina: Balaena novaeangliae.

Siamo poco distanti dalla costa e alla ricerca dei prestigiosi avvistamenti ciLe megattere si immergono sono altre barche. Nessun’altra però ha a bordo un occhio di lince come il mio, quindi arriviamo verso la megattera per primi. E’ enorme, sicuramente più di 10 metri. Sfreccia velocissima, con la bocca aperta, che si individua perché davanti al muso della megattera l’acqua è azzurro chiara. Va a bocca aperta per ingoiare il krill (definizione che racchiude diversi crostacei e invertebrati), che è la sua principale fonte di sostentamento. La megattera infatti è un cetaceo misticeto, ovvero ha i fanoni e non i denti. Va anche precisato: nei mari caldi si nutre poco o nulla, visto che quando si accoppia utilizza in prevalenza le riserve accumulate in inverno.
Il retro della coda della megattera
Oltre che enorme, la nostra megattera è anche poco socievole. Dopo poco infatti si immerge, prima che io (che ho pensato solo a seguire il suo nuoto, rapito) possa mettere a fuoco e scattare. Noto comunque i grossi crostacei (cirripedi) che sono attaccati alla parte finale del corpo delle megattera.
Poco dopo vediamo un altro spruzzo. El Capitan è uscito dalla depressione e vira a tutta velocità. Questa volta sono concentrato sul concetto di fotografia e parto con gli scatti a raffica. Non arriviamo troppo vicini a queste megattere, perché si tratta di 2 balene, forse una madre e un figlio o magari una coppia, ma riesco a documentare tutta la procedura di inabissamento delle code. Che sono bianche, sul retro.
Questa è la stagione degli amori, per le megattere. In lontananza, un grosso maschio si esibisce in una evoluzione che in Inglese viene chiamata lobtailing o flipperslapping. L’animale rimane sott’acqua, emerge con la coda e dà uno schiaffo sulla superficie. Altre volte le megattere si sono esibite in evoluzioni ancora più spettacolari, uscendo con tutto il corpo dall’acqua (breaching). Ma non siamo così fortunati.

L’ultima megattera che vediamo sembra più animata dalla voglia di comunicare. El Capitan vira e fa di tutto per raggiungerla, ma quando vede che il bestione si immerge, pronuncia un Ahiahiai che decreta la fine della gita.
Mi fa venire in mente che le megattere producono un suono talmenteNon ho avuto la possibilità di immergermi, ma la megattera sott'acqua appare così particolare, che i ricercatori Roger Payne e Scott McVay (che studiano i suoni prodotti dai cetacei fin dal 1971) lo hanno definito canto. Per sentirlo, ovviamente bisogna essere in alto mare e magari di notte, non in mezzo a 10 barche a motore che inseguono le balene. Ma si tratta di un suono così affascinante e particolare che la NASA lo ha inserito, su richiesta di Carl Sagan, tra le particolarità della terra che la navetta Voyager (alla deriva nello spazio dagli anni ’70) forse porterà a qualche specie intelligente in giro per la Galassia.
Pare sia stato appurato che le megattere usano questo sistema come richiamo d’amore. Quindi, sarebbero solo i maschi a cantare (serenate?). In ogni caso, le balene sono dotate di una laringe che, pur priva ovviamente delle corde vocali, è in grado di emettere dei suoni a lunga e bassa frequenza. I delfini, al contrario, comunicano con fischi ad alta frequenza.
Il biologo marino Philip Clapham ha scritto nel 1996 che il canto delle megattere è “probabilmente il più complesso del regno animale”.

ASCOLTA IL CANTO DELLE MEGATTERE

Nel Mar Mediterraneo si contano sulle dita di una mano gli avvistamenti di megattere, ma ci sono cetacei che è più facile incontrare. A parte i delfini, non è da escludere l’avvistamento della balenottera comune e del capodoglio nel Santuario dei Cetacei, che Italia e Francia hanno istituito nel Mar Ligure. E’ un santuario che è sempre minacciato dall’inquinamento, ma che si può visitare rivolgendosi a Whalewatch Genova.

Per chiudere: ovviamente, in Star Trek-rotta verso la Terra il Capitano Kirk e Mr Spock tornano nel ventesimo secolo e catturano 2 megattere, che ripopoleranno gli oceani del 2300.

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2 thoughts on “Le megattere

  1. …certo che Italia viene perdonato tutto (furti di miliardi di euro di denaro pubblico, figuri che si presentano e ripresentano peggio della caponata a mezzanotte e che in paesi più “civili” sarebbero trascinati con la carretta alla ghigliottina più vicina, ecc.) MA attenzione ai refusi…scatta immediata la reprimenda !
    Comunque,il mio incontro ravvicinato con la Humpback è molto più ridanciano. Dopo averle viste dalla costa in Sudafrica andiamo in Madagascar (in realtà per i lemuri..beh sono esattamente come nel film…buffissimi !!!). Isola di Santa Maria, antico covo di pirati, alloggiamo in un vero paradiso per nulla toccato dal turismo di massa presso un francese fanatico della protezione delle balene (per carità anch’io sono iscritta a Greenpeace, nulla da dire)e per farla breve , nonostante soffra di mal di mare e parecchio, salgo a bordo di una minuscola bagnarola . Risultato : resisto tre quarti d’ora e poi aspetto a poppa (si fa per dire) con ansia la comparsa delle balene e mentre i pochi altri a prua le guardano io….immaginatevelo voi. Al ritorno stroncata, vista l’alta marea vengo buttata fuori bordo per raggiungere a nuoto la costa ed emergo verde come il “mostro della laguna”. Gran finale con mio marito rimasto comodamente polleggiato sotto le palme che scuote la testa…..
    Il giorno dopo dalla spiaggia vediamo a 50 metri o forse meno , emergere la mitica balena con un salto in verticale che la fa uscire dall’acqua completamente fino alla coda…, forse stava salutando l’Enterprise.
    Ma va bene, che la gente si accorga dei refusi. Io non me la prendo per niente…Esprimo un certo rammarico per non essere stato a fianco di tuo marito durante l’episodio narrato 😀

  2. “la schiena della megattere è arQuata”.
    Segnalazione di servizio: arCuata. Forse Littlerick è incappato nel ricordo delle defunte Cornici Arquati o da Castell’Arquato.
    Personalmente le balene le vado a vedere più vicino: alle Azzorre, splendide isole ancora non devastate dal turismo di massa anche se il pericolo incombe.
    In effetti, Arquata è una cittadina, l’aggettivo è arcuata :-(…grazie per essertene accorto. Alle Azzorre ho sempre avuto la curiosità di andare, ma per un motivo o per l’altro non sono mai andato

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