Il Milan 2019-2020

Il Milan che verrà

CALCIO

Scriverò del Milan. E condividerò addirittura il link su Twitter. Dove ogni parere un po’ ardito viene commentato con un “pensa che questo qui fa anche il giornalista”. A dimostrazione della stima che la mia categoria ha saputo meritarsi…

Fu Sacchi Arrigo da Fusignano (di seguito Arìg) a teorizzare il turnover e pretendere quindi una rosa con 22 titolari. Che è quello di cui ha parlato Stefano Pioli, allenatore del Milan per la stagione 2020-2021. Pioli ha iniziato la carriera da calciatore nel Parma, lasciandolo in Serie B un paio d’anni prima che Arìg lo riportasse in Serie B. Arìg, che il calciatore non lo ha mai fatto, era ovviamente l’allenatore.

Pioli quest’anno ha di fatto lavorato con una rosa che di titolari (o giocatori che ritenevano di meritare un posto da titolare, che non è la stessa cosa…) ne aveva anche più di 22. Almeno 4 di questi (Reina, Ricardo Rodriguez, Suso e Piatek) il Milan li ha ceduti a gennaio. Quando il Milan sembrava poca cosa.

Partiamo decisi: il Milan vero è quello del primo o del secondo tempo con l’Inter? Contro la Juve, il Milan è quello che è finito 0-2 o quello che ha segnato 4 gol in mezz’ora?
Non si può rispondere. Ma sicuramente si può riconoscere che un paio di giocatori di talento e mestiere come Kjaer in difesa e Ibrahimovic in attacco hanno dato al Milan un’identità.

Inizio con Kjaer, che è il classico centrale della difesa a 4 che una volta avrebbe fatto il libero. Non è velocissimo, è molto forte di testa, sa dove piazzarsi e può iniziare l’azione con un lancio lungo. Un giocatore così in difesa ci vuole. Ma quando è arrivato, riserva della riserva all’Atalanta, tutti abbiamo storto la bocca. Senza considerare che parliamo del Capitano della Nazionale della Danimarca (95 presenze, 3 reti). Che nel ranking FIFA è al posto numero 16, appena sotto la Germania (15) e abbastanza vicina all’Italia (13).

I giocatori vanno giudicati per come rendono, non per quanto costano o per la fama che si portano al seguito. E anche gli allenatori. Kjaer ha registrato la difesa del Milan, permettendo anche a Romagnoli di guadagnare in autorevolezza. E io da Kjaer e Romagnoli sinceramente ripartirei. In rosa ci sono altri 3 difensori centrali: Gabbia (cresciuto nel vivaio, classe 1999, mi è parso legittimo), Duarte (arrivato lo scorso anno, classe 1996, è stato tormentato dagli infortuni e sinceramente non lo so valutare) e Musacchio, acquisto (oneroso) del Milan “cinese” e che non ha mai convinto fino in fondo. Ragionando come se il Milan potesse fare quel che vuole, potrebbe starci prestare Gabbia e Duarte per vederli impegnati da titolari, tenere Musacchio e prendere un quarto titolare. Che secondo i bene informati potrebbe essere il Nazionale serbo Nikola Milenkovic della Fiorentina. Ma non so se il Milan può fare quel che vuole.

Passiamo adesso a Ibra. Che veleggia verso i 39 anni e aveva iniziato giocando da fermo. Ma ha finito dominando in lungo e in largo. Magari sbagliando qualche gol in più del miglior Ibra, ma giocando decisamente da protagonista.
Ibra sarebbe da confermare. Dico “sarebbe”, perché non parliamo di uno che gioca per la gloria. Vale la pena investire uno stipendio al top per un centravanti che festeggerà in campo 40 anni? Secondo me, sì.

Certo, se il Milan dà uno stipendio top a Ibra è perché non vuole vivacchiare ma fare un salto di qualità. L’Amministratore Delegato Gazidis ha ricevuto il mandato di costruire una rosa sostenibile. Senza i proventi della Champions League, non aspettiamoci che il Milan metta in rosa giocatori con stipendi alla Cristiano Ronaldo o anche Lukaku. Però avrebbe poco senso strapagare Ibra, per poi costruire una rosa di medio livello.

Lo stesso discorso vale per Gigio Donnarumma. Non sono un suo fervente ammiratore (nel senso che trovo che non dia troppa sicurezza in uscita), ma è ovvio che parliamo di un portiere di primo piano. Che ha anche uno stipendio di primo piano e tendente all’aumento, in fase di rinnovo. Il discorso si ripete pari pari: se il Milan è ambizioso, deve fare di tutto per trattenere Donnarumma. Se è un Milan che ha come massimo obiettivo il quarto posto, penso che avrebbe più senso cederlo.

Mi sembra ovvio che il mercato del Milan si muoverà solo dopo aver risolto la pratica dei rinnovi di Ibrahimovic (contratto scaduto) e Donnarumma (scade il 30 giugno del 2021). Certamente la società conta di prolungare anche il contratto di Calhanoglu (scade a fine stagione 2021) e Rebic (al momento in prestito anche per la prossima stagione). Ma darò per scontato che tutti questi giocatori saranno a disposizione di Pioli per il prossimo Milan. Adesso vediamo che interventi farei io.

Il ruolo di terzino destro è quello che mi lascia più dubbi. Né ContiCalabria mi hanno convinto fino in fondo. Il Milan ha già preso Pierre Kalulu dal Lione, ma parliamo di un classe 2000 tutto da verificare. Naturalmente, se arriverà qualcuno è perché Conti o Calabria partiranno. La cessione di Calabria, cresciuto nel vivaio, permetterebbe di realizzare una importante plusvalenza. Il nome di Serge Aurier (classe 1992) del Tottenham l’ho sentito anch’io. E si continua a parlare di Denzel Dumfries (1997, PSV Eindhoven) ed Emerson Royal (Brasiliano classe 1999 del Barcellona, ma in prestito al Real Betis di Siviglia).

A sinistra non si discute Theo Hernandez come titolare. Nel post lockdown, ha fugato anche molti dei dubbi che si avevano sulla sua fase difensiva. Di certo Laxalt non è un’alternativa di livello. E non credo lo sarebbe nemmeno Ricardo Rodriguez, giocatore di valore ma piuttosto timido quando si tratta di avanzare. Lo Svizzero oltretutto non è tanto disposto a fare da riserva. Aveva accettato questo ruolo Antonee Robinson, nazionale USA del Wigan (Serie B inglese), che a gennaio non ha superato le visite mediche. Chissà che non torni di moda.

A centrocampo credo proprio che non si discuta che i titolari devono essere Kessie e Bennacer. Biglia, l’alternativa di quest’anno a Bennacer, è a fine contratto e partirà. Bakayoko, al Milan lo scorso anno, è una bella suggestione, visto che può essere un’alternativa sia a Bennacer che a Kessie. Krunic si è visto decisamente poco quest’anno e onestamente non mi sento di valutarlo. Ma in questo ruolo serve una riserva. Sento parlare molto bene di Marco Brescianini, classe 2000. Non credo sarà comunque una immediata alternativa ai titolari.

Se ci piacciono i numeri, il Milan gioca con un 4-2-3-1. Il nostro “1” è Ibrahimovic e in quel ruolo possono giocare sia Rebic che Leao. Ma Ibra va, come detto, verso i 40 anni. E se il gioco dipende anche dalla possibilità di lanciare lungo per il centravanti, io tenderei a cercare di avere un altro centravanti puro in rosa. Certo, deve essere qualcuno pronto a essere l’alternativa di chi si auto proclama God e che non accetta di uscire neanche sul 4-1 a 20 minuti dalla fine.

 

Dei “3” Calhanoglu non si tocca. Alternativo a lui c’era quest’anno Bonaventura, ma non resterà. Il Milan potrebbe scommettere su Paqueta, ma è più probabile che lo usi come pedina di scambio. Quella casella è dunque da riempire.
Per gli altri 2 ruoli in teoria la rosa è a posto. Leao e Rebic giocano a sinistra, Castillejo (più attaccante) e Saelemakers (più tornante classico) a destra. Ma si sente dire che il Milan ambisce a Chiesa, che sarebbe giusto un’ala destra. Ma che a proposito dell’aggettivo sostenibile, ha un valore che si aggira sui 50 milioni.

Dietro a Donnarumma c’è di certo il fratello Antonio, il cui contratto viaggia in parallelo a quello di Gigio. Il 30 giugno del 2021 scade anche il (ricco) contratto di Reina, che al momento è in prestito all’Aston Villa e vorrebbe rimanere lì. Potrebbe rientrare dal prestito anche Plizzari (classe 2000), che ha giocato nel Livorno ed è seguito dalla Reggina, neo promossa in B. Begovic, prima alternativa a Donnarumma da gennaio, è in scadenza, ma per quel che si è visto è sembrato affidabile. Come secondo, ci sta che venga confermato.
Chiunque siano il secondo e il terzo portiere, è comunque chiaro che sono destinati a giocare poco.

Se un Milan rinforzato in difesa e con qualche alternativa in più a centrocampo e in attacco possa ambire ai vertici, non lo so. Ma sinceramente ci conto. Il progetto tecnico mi sembra chiaro. E questo rappresenta una bella boccata d’ossigeno

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