Il messaggio del Marziano

CINEMA, LETTERATURA, MULTI MEDIA, SCHIROPENSIERO

(…) fondamentalmente lo hanno fatto perchè ogni essere umano possiede l’istinto innato di aiutare il suo prossimo. Certo volte può non sembrare che non sia così, ma è vero. Se un escursionista si perde in montagna, ci sono altre persone che coordinano una spedizione di ricerca. Se un treno deraglia, c’è gente che si mette in fila per donare il sangue. Se un terremoto rade al suolo una città, c’è gente che da tutto il mondo invia rifornimenti. Tutto questo è così fondamentalmente umano che si riscontra senza eccezioni in tutte le culture. Sì, ci sono le teste di cazzo a cui non frega niente, ma sono una minuscola minoranza in confronto a quelli a cui frega moltissimo (…)

Matt Damon in "The Martian"
Matt Damon in “The Martian”

Se siete tra quelli che in un libro cercano il messaggio, quello che emerge da The Martian (in Italiano L’uomo di Marte) lo si trova essenzialmente tra pagina 378 e 379, le ultime 2 del libro scritto da Andy Weir.
Classe 1972, Weir scrive dall’età di 20 anni. The Martian non è nato per essere un romanzo. Weir è un fanatico dei viaggi spaziali e un appassionato lettore di Fantascienza (in particolare, classici come i libri di Isaac Asimov). Quando è entrato in contatto con il programma Mars Direct, ipotesi di esplorazione marziana effettuata con un equipaggio umano avanzata fin dal 1990 e basata sull’uso della tecnologia disponibile, sul suo sito ha pubblicato (a partire dal 2009) a puntate il diario di un astronauta rimasto per errore su Marte. I suoi lettori gli hanno chiesto di farne un romanzo e Weir nel 2011 ha pubblicato The Martian su Amazon in versione Kindle (prezzo 99 centesimi). Imprevedibilmente, The Martian ha avuto un successo clamoroso (tra i primi 200 del Kindle Store di Amazon) e un agente letterario ne ha venduto i diritti alla Crown Publishing Group, che lo ha pubblicato come libro a copertina rigida nel settembre del 2014. Quando la 20th Century Fox ne ha opzionato i diritti per farne un film, Weir ha dichiarato al San Jose Mercury News: “Le probabilità che ne facciano veramente un film si esprimono in un numero con una cifra sola”.
Non solo se ne è fatto un film, ma addirittura lo ha diretto Ridley Scott, con Matt Damon come protagonista.
Lo stesso Weir, quando racconta la sua storia, ammette: “Sembra un racconto di fantasia”.

Andy Weir alla NASA
Andy Weir alla NASA

Andy Weir programma computer dall’età di 15 anni. E’ insomma un nerd dei più classici, anche se lui nelle interviste precisa: “Mio padre è un nerd” il padre insegna Fisica, n.d.a. “Io sono più il tipo dello smartass” facciamo un intelligentone  “Che è Mark Watney nel libro. Diciamo che lui ha la mia personalità, solo non ha i miei difetti. probabilmente è quello che vorrei essere”.
Io trovo notevole e significativo che un nerd, ovvero una persona poco propensa a socializzare, prenda una posizione così netta.
Sempre rimanendo nell’ambito del messaggio, Mark Watney su Marte si trova a dover improvvisare, facendo di necessità virtù. L’unica musica che ascolta è una collezione anni ’70 (quasi tutta disco music) della Comandante Lewis. Ha diversi file di telefilm, tra i quali Happy Days. Insomma, un nerd del 2000 rimpiange in qualche modo i tempi in cui la solidarietà era la norma e le persone facevano qualcosa per le altre.
“Sei solo un vigliacco, la tua priorità è la riduzione del danno” dice il responsabile della missione Mitch al direttore della NASA Teddy, quando gli viene fatto notare che non ha senso rischiare la vita di altri 5 astronauti per salvare Watney “Se vuoi stare sempre dalla parte della sicurezza, vai a lavorare in una compagna di assicurazioni”.
Non a caso, nel film di Ridley Scott Mitch ha un cosiddetto volto umano, pieno di rughe. Da perdente, insomma.

Avrei voluto parlarne direttamente con Weir, ma la sua casa editrice gli impedisce di concedere altre interviste. Così vi dovrete accontentare della mia opinione e della mia impressione.
Tornando al libro, non voglio scendere troppo nei particolari della trama, perchè mi spiacerebbe rovinare il piacere della lettura. Posso solo dire che a Mark Watney ne succedono di tutti i colori, ma ha anche un paio di botte di fortuna clamorose e questa è la parte più fanta del libro. Il resto è in buona parte scienza, molto rigorosamente spiegata. Fra l’altro, il film è ambientato in un futuro prossimo (tra qualche decina di anni: “Io ho calcolato precisamente la data” ha spiegato Weir in una intervista radiofonica “Ma preferisco non dirla”) e la tecnologia di cui si parla esiste già oggi.
L’autore ha impiegato 3 anni in ricerche, prima di mettersi a scrivere The Martian. Confessa che a volte sono servite giornate intere di calcoli matematici per produrre poche righe del diario di Watney: “Ma non mi vanterò per questo di fronte ai lettori”.
Inevitabilmente, dopo il successo del libro sono arrivati i suoi colleghi nerd a scovare gli errori scientifici: “Non ce ne sono molti” dice Weir.
Uno grosso per la verità c’è. All’inizio si parla di una tempesta di sabbia a 175 chilometri orari, che sarebbe tremenda sulla Terra. Ma un astronauta su Marte, a causa dell’atmosfera rarefatta, la percepirebbe come una brezza in riva al mare o poco più.
Inutile che io aggiunga che a leggere le parti scientifiche mi sono letteralmente esaltato. E’ utile invece notare come, fin dalle prime pagine, ho assunto consapevolezza del poco tempo che ci impiegherei a morire, se mi trovassi in una situazione simile.

Ridley Scott
Ridley Scott

Il film di Ridley Scott ha tolto buona parte delle descrizioni scientifiche più complesse (anche se il regista si è rammaricato del fatto che il film fosse ormai finito, quando è arrivata la notizia che su Marte ci potrebbe essere acqua salata), introdotto qualche aspetto emotivo, reso più drammatico il finale. Ma rispetta fedelmente il libro e riporta alcuni dialoghi in maniera letterale. Matt Damon è fantastico nel ruolo principale e tutti gli altri attori sono ridotti al ruolo di caratteristi, inclusa una stella del livello di Jessica Chastain (già in Interstellar, qui interpreta la Comandante Lewis) e l’emergente Kate Mara (nota al pubblico per la sua interpretazione della giornalista rampante in House of Cards, sarà Susan Storm ne I Fantastici 4; qui è l’informatica Johanssen).
Il set principale era in Ungheria, ma molte scene ambientate su Marte sono state girate in studio a Hollywood. Alcuni esterni sono stati filmati in Giordania.

Chiudo tornando alla carriera letteraria di Andy Weir, che sta lavorando a un secondo romanzo. Dice: “Fantascienza più tradizionale, con alieni e viaggi a velocità superiore a quella della luce”.
Come dicevamo prima, ha pubblicato The Martian a puntate gratis sul suo sito internet. Quando lo ha messo in vendita su Amazon, gli ha dato un prezzo solo perchè con Amazon è impossibile far scaricare materiale gratis. A 37 anni Weir si era rassegnato a fare lo scrittore per hobby. Aveva in precedenza lasciato il lavoro e incassato la liquidazione per darsi 3 anni di tempo per pubblicare un primo romanzo. Ma la sua ricerca di un editore non aveva avuto successo.
Oggi dice: “Con l’esperienza che ho adesso, riconosco che quel lavoro non era poi valido come io pensavo”.

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