I diari del 2003

Diario di un cronista itinerante

A febbraio la storia che sto trascorrendo un periodo di ferie non regge più. Sono in effetti rientrato da oltre un mese e ho ripreso la mia attività a tempo pieno. Non lavoro però per la FIBS a tempo pieno e, a questo punto, non sono nemmeno troppo sicuro di voler andare oltre la scadenza del mandato del Presidente Fraccari. Il mio rapporto con Baseball.it inizia a scricchiolare e ho una mezza intenzione di chiudere l’esperienza del Diario. Poi cambio idea. Questo primo Diario del 2003 dà anche precise indicazioni su cosa ho in mente di fare con la rubrica

6 febbraio- Eccomi!

Carissimi tutti, credo che sia ora di riprendere il Diario.
E’ da qualche settimana che ci penso, un po’ perchè (udite, udite…) mi sono arrivate richieste in proposito, ma anche perchè ormai ho ripreso ad itinerare a tutti gli effetti e soprattutto perchè questo appuntamento con voi cominciava a mancarmi.
Mi mancava meno sulle spiagge del Sud Africa a dicembre, ma questo è un altro discorso. Il Sud Africa sarà per altro il luogo dal quale la stagione azzurra del baseball prenderà il via a marzo. E il fatto che io abbia scelto questo paese per le mie vacanze mi sembra anche un po’ inquietante. Ho infatti il fondato sospetto che il baseball influenzi la mia vita in maniera ormai irreparabile.
Questo primo appuntamento dell’anno lo vorrei usare per fare una sorta di lista dei buoni propositi. Quella che da studente universitario facevo sempre a settembre ed era invariabilmente cestinata a ottobre. Ma da allora ad oggi sono cresciuto, quindi sono abbastanza fiducioso. Prima della lista, però, consentitemi di rivolgermi a chi non si è ancora rassegnato nel vedermi nella stanza dei bottoni (espressione vostra di un anno fa…). Lo faccio perchè l’altro ieri mi hanno consegnato una lettera di rinnovo dell’incarico e ne consegue che per un’altra stagione, caro mio, mi dovrai sopportare. Comunque, sappi che ti capisco. Ci sono cose alle quali ho fatto fatica anch’io a rassegnarmi. Ad esempio, la caduta dei capelli, che a 25 anni mi faceva sembrare molto più grande della mia vera età. Proprio la mia calvizie genetica precoce mi ha però insegnato che a tutto c’è una soluzione, nella vita. Nel caso specifico, è diventata di moda la testa rasata. Grazie quindi a Pierluigi Collina, Gianluca Vialli, Andrè Agassi e Jay Buhner: avete fatto diventare una moda ciò che per me era un complesso.
Anche ultimamente ci sono cose alle quali non mi rassegno. Ad esempio, al fatto che 30 milioni di persone nel mondo abbiano comprato i dischi di Laura Pausini. Era una situazione dura davvero da digerire quando la Laura cantava in Italiano, ma adesso che fa le canzoni pure in Inglese, beh, mi viene quasi l’angoscia. Però non credo che Laura Pausini sia troppo preoccupata di questo, come io non sono preoccupato delle considerevoli quantità di guano che spargi sulla mia persona appena puoi, caro mio.
Trai propositi di questa stagione c’è quella di ultimare un romanzo che sto scrivendo da tempo e farlo recensire da Marco Landi nella sua rubrica che appare su questo sito. Perchè naturalmente il baseball nel mio romanzo c’è. Eccome, se c’è.
Durante la stagione 2003 vorrei anche vedere più baseball in televisione e sentire più baseball alla radio e leggere più baseball sui giornali. Ho questo obbiettivo, come tutti voi. Ma non è detto che sarà facile raggiungerlo. Io, da parte mia, mi impegnerò al massimo. Spero che tutti gli altri facciano lo stesso.
Vorrei anche vedere la nostra nazionale vincere. E qui purtroppo ci posso fare abbastanza poco, perchè escludo che Giampiero Faraone intenda convocarmi. Se avesse questa idea, me lo deve però dire. Perchè ho qualche chilo di sovrappeso da smaltire. Nel caso, potrebbe risentirne la parte gastronomica di questo Diario.
Io sarò con la nazionale il più possibile, quest’anno. Racconterò delle sue partite e sarò chiamato anche ad esprimere giudizi. Che potrebbero non essere sempre positivi ma, vi garantisco, saranno caratterizzati da assoluta sincerità e onestà. Cronista itinerante, insomma, lo ero e lo resto. La mia Renault Clio, omologata da cronista itinerante, è lì che ruggisce nell’attesa e conta di portarmi ovunque io voglia andare. Allo scopo di raccontare a voi quanto più baseball sia possibile e di rendervi partecipi degli episodi più belli.
Dopo avervi garantito tante cose, mi sento di proporvi una scommessa: non sarà un anno ordinario, lo so dal 25 gennaio. Ero a Spoleto alla Coach Convention‘ e mi apprestavo a sedermi al Consiglio Federale per prendere appunti. Improvvisamente, ho visto sfilare tutti i componenti del nostro Parlamentino, alcuni scuri in volto, ma la maggioranza che trattenevano a stento le risate. Li ho seguiti (un buon Addetto Stampa segue sempre il Consiglio Federale…) e sono salito con loro su un pullman. Ebbene sì: per problemi logistici il Consiglio era stato spostato e la solertissima organizzazione aveva previsto il trasporto in corriera. Io ho pensato questo: ci attende davvero una grande stagione di baseball, se abbiamo persino il Consiglio Federale itinerante.

3 aprile- Si fa presto a dire itinerante

Robert Picardo, il "Medico Olografico" di Star Trek Voyager
Robert Picardo, il “Medico Olografico” di Star Trek Voyager

C’è un che di inquietante in questo fatto che piove, appena si comincia ad avvicinare il campionato di baseball. Piove e fa freddo, per essere più precisi. Comincio a credere che ci sia qualcuno che ha a disposizione uno stregone specializzato in danze della pioggia (…amici, scherzo; lo puntualizzo perchè conosco qualcuno capace di definire questo mio ‘attacco’ un preciso messaggio politico…ho messo ‘attacco’ tra 2 apostrofi, puntualizzo ancora, per far capire che non va preso in senso letterale, questo termine, che in gergo giornalistico definisce l’inizio di un articolo e non di una battaglia).
Da quando sono itinerante io, lo vogliono essere tutti. Anche i vertici federali, che si sono recentemente dotati di ammiraglia federale con tanto di navigatore satellitare e vantano già 9.000 chilometri percorsi in un mese contro i miei modesti (a questo punto…) 14.000 in 5 abbondanti. Strumento utile il navigatore satellitare, se gli si dà ascolto. Ma lamentarsi del fatto che alla svolta prevista insista per farci svoltare, non aiuta. Entrare in polemica con un navigatore satellitare è qualcosa che non credevo avrei mai fatto. Ma vi garantisco che il sopra citato è assolutamente petulante. Usa poi espressioni del tipo prossimamente svoltare a sinistra. In che senso, prossimamente? Ai fan di Star Trek‘ che mi seguono, dirò che il navigatore satellitare federale assomiglia un po’ al Medico Olografico di Voyager, come modo di fare. E io, itinerante coperto da apposito copyright, non vedo l’ora di risalire sulla mia Clio, dove al massimo parla l’autoradio.
Un’altra diavoleria della moderna tecnologia la stiamo sperimentando nella redazione di Baseball.it. Si tratta di un simpatico sistema fornito da un noto portale americano (ve lo dico: è Yahoo…qualcuno parlando male della New Economy in America disse: “Come potrà mai avere successo un sistema economico in cui un’azienda si chiama Yahoo“…e dargli torto non è facile) che consente a tutti di sapere cosa faranno tutti. Inquietante, per cominciare, perchè mi ricorda 1984 di Orwell (immaginario da incubo e libro ben noioso e sopravvalutato) e riempie una casella della posta già oberata di tutto (la mia) di messaggi diretti ad altri. Comincio a rimpiangere quando il mezzo più veloce per comunicare era il fax. Anche perchè mi sono stancato di ricevere offerte di mutui e di viagra, che sembrano essere oggi gli unici generi veramente richiesti, almeno a giudicare da queste spam con le quali ormai convivo.
Sabato sono a Rimini e sono sicuro che ci sarà il cielo bigio e che passerò ore e ore col naso all’insù a pregare che non piova e a raccontare al telefono che “se dovesse piovere si giocherebbe questa sera, ma se piovesse anche questa sera allora si giocherebbe domenica…al pomeriggio…eh, se piove ancora si sposta alla sera…no, non lo so quando vengo a casa”.
Perdo anche Parma-Milan, sabato sera. E questa è la notizia più brutta di tutte. Ma in fondo tutte queste cose mi mancavano. Comincio persino a non vedere l’ora di risentire le urla di Willy Bargawan in cuffia.

Ho già scritto che il lavoro che porterà alla nascita della Guida Baldhead ai ristoranti dei luoghi del baseball era iniziato ai tempi del Diario. Allora si parlava di Guida Panda, ma fa lo stesso. Queste righe tratte dalla puntata del 14 aprile

A Potenza Picena i vertici federali hanno scovato la Trattoria Del Moro. A parte la deprecabile abitudine di aver costruito il locale sull’altezza media degli antichi romani (le zuccate sono state un piacevole aperitivo) e il fatto che la popolazione locale organizza i pranzi di famiglia al sabato (dalle mie parti, si fa alla domenica, non so dalle vostre) e a parte il fatto che il mio Parroco non approverebbe il tipo di alimentazione da me tenuto in Quaresima…a parte tutto questo, devo segnalare che la griglia del sopracitato Moro funziona che è una meraviglia.
Avrei un’altra citazione da fare per la Guida, ma si tratta di un ristorante nei pressi di Firenze Certosa, non proprio vicinissimo al campo da baseball. Anche lì però ho assaporato una fiorentina niente male. Più per i baseballisti con budget ridotti (o anche per i cronisti itineranti con rimborsi federali, che è lo stesso) si segnala infine la Pizza al taglio da Daniele che si trova giusto a poche decine di metri dallo stadio e propone 40 tipi di pizza diversi.
“Non le mettiamo tutte fuori” dichiara il gerente “perchè non ci starebbero…e poi si freddano”. Gli affari al nostro devono andare bene, perchè ha messo fuori il tabellone con i numeri modello USL quando si deve pagare il ticket.

Questo è anche il periodo in cui il softball slow pitch riempie parecchio del mio tempo libero. In questo estratto del diario del 28 aprile dovrebbe riconoscersi un noto arbitro…

Sto ancora pensando a quella pallina. Sembrava facile e, anzi, ero già pronto a complimentarmi con il mio compagno che gioca in terza e che si era mosso bene, tagliando. Aveva anche fatto un bel tiro e l’out ci stava tutto. Ma, per la miseria, a piegarmi ci ho messo più del previsto e la palla non mi è rimasta in mano per un tempo sufficiente perchè il severissimo arbitro (non vi dirò chi è, ma sappiate che in campionati più seri è soprannominato con magistrale ironia illegal pitch) ha chiamato la cosa più umiliante per un prima base: “Out, no, salvo…palla a terra!”.
Lì per lì ho deciso di mettermi immediatamente a dieta, proposito che è tristemente naufragato durante la cena post partita davanti agli antipasti a buffet e ad una ricca macedonia con gelato alla crema. Noi amatori millantiamo che giochiamo “per muoverci un po’”, ma in realtà lo sbilancio di calorie tra quelle consumate in campo e quelle assunte a cena è assolutamente negativo. Fosse per il “muoversi”, rimanere a casa a guardare La Squadra in TV sarebbe meglio.

Qui siamo a un punto di svolta, nella storia dei Diari. Mi arrabbio per la prima volta con qualcuno che mi insulta rimanendo anonimo e parlo del Forum (allora era uno: quello di Baseball.it) e dei suoi frequentatori. Insomma, inizia in qualche modo un’epoca, anche se bisogna notare che in questo momento storico i frequentatori del forum mi stanno simpatici. Non sarà sempre così

12 maggio- Che piatto, ‘sto caciucco

Ho pulito i pesci e li ho tagliati a pezzi. Adesso sto soffriggendo cipolle e aglio…cosa sto facendo? Ma il Caciucco alla livornese, che diamine.
Sono reduce da una cena nel corso della quale ho finalmente assaggiato questa zuppa di pesce così celebre e vorrei imparare a cucinarla. Però la vedo un po’ complicata. E costosa, se posso aggiungere questa nota. Comunque mi sono procurato la ricetta, non si sa mai.
Che cena è stata, ragazzi. Quella a base di caciucco, intendo. C’erano vertici federali, vertici societari, vertici editoriali di questo sito e vertici consulenziali dei vertici societari di cui sopra. Non lo sapete, ma potrebbero essersi decisi i vostri destini davanti a un caciucco e a una caraffa di vino rosso. Perchè il caciucco si mangia accompagnato dal vino rosso, per la cronaca.
C’è una persona disturbata o semplicemente analfabeta (non sia inteso come offesa alle 2 categorie, ma da quello che scrive non sono riuscito a capire a quale appartenga), che si firma Cuccureddu e insinua di una storia d’amore tra me e Labanti (che vi posso garantire: non è il mio tipo) e che mi ha inviato commenti farneticanti all’articolo sulla seconda delle 3 partite di Parma tra Cus Ceci e Telemarket Rimini.
Ora, Cuccureddu: 2 sono le cose che mi fanno incavolare (uso questo termine nel rispetto del mio fidanzato che, come sapete, è politically correct, al contrario del sottoscritto. Che di suo, questo voglio dire, avrebbe usato un termine più diretto) davvero molto.
La prima è che si metta in discussione la mia competenza sul baseball. La seconda è che si osi soltanto mettere in dubbio la mia buona fede come giornalista professionista, quando faccio il mio lavoro.
Capisco, Cuccureddu, che tu sia abituato (ma mi sa che sia meglio dire abituata…) ad avere a che fare con gente che da 30 anni si occupa di questo sport perchè non ha niente di meglio da fare. E’ vero anche che questo sport ha dato da mangiare per anni a gente che non aveva nessun titolo per pretendere alcunchè. Ma da me, cosa accidenti vuoi? Hai il più grande dei poteri: smettere di leggermi. Usalo. O se no, abbi il coraggio di dirmi in faccia quello che pensi, la prossima volta che mi capiti a fianco e io sono seduto con il Presidente Fraccari in una pizzeria.
Quelli del forum cominciano ad avere un volto. Ne ho incontrati ben 3 venerdì sera allo stadio ‘Falchi’ di Bologna. Volevo dirvi, dopo lo sfogo di poc’anzi, che per voi invece vale la pena viaggiare avanti e indietro per l’Italia e prendersi certe arrabbiature delle quali farei volentieri a meno e che, evidentemente, è impossibile evitare, se ci si occupa di questo sport professionalmente.
Lo stesso vale anche per buona parte dei giocatori, ai quali mi lega quasi sempre (nonostante io sia tutt’altro che tenero nei giudizi) un ottimo rapporto. Ci sono ovviamente le eccezioni, ma di solito chi vive in campo l’onestà la apprezza. Oltretutto, i giocatori di baseball li incontro nei luoghi più impensabili: autogrill, stazione Termini di Roma, baracchini che vendono panini con porchetta e dove mi tocca spiegare che per mettere il ketchup sulla porchetta bisogna essere dei barbari.
Vale la pena anche frequentare lo stadio ‘Falchi’ di Bologna. Per l’atmosfera (alla faccia di Cuccureddu) e per quei simpatici bicchieri che mi vengono offerti mentre sono in telecronaca. Questa volta era un bianco e secondo me si trattava di un uva Sauvignon. Buono, comunque.
Chi me lo ha offerto sarà così buono da accontentarsi del giudizio di buono. Non sono fatto per cogliere i sapori di fragola o di paglia e fieno come fanno i Sommelier.
Lo scorso martedì sono stato ad una degustazione di Brunello di Montalcino e avevo già finito tutti e 5 i bicchieri mentre molti dei commensali erano lì che facevano roteare il rosso nettare nel sinuoso calice. Non ci crederete, ma io intanto pensavo a che differenza di impugnatura c’è tra un sinker e una split finger

dago
Dago e Barbarossa disegnati da Alberto Salinas

Nella puntata del 19 maggio devo prendere atto che caciucco si può scrivere anche cacciucco. E con questo, finisco la pubblicazione della prima parte dei Diari del 2003

Sia ben chiaro, io non c’entro nulla.
A Grosseto sono stato ripetutamente fermato da persone che mi rinfacciavano di aver erroneamente compitato la parola caciucco con una sola ‘c’. Ebbene, ripeto, non è colpa mia. La zuppa di pesce alla livornese viene definita da taluni, anche autori di libri di ricette, caciucco con una sola ‘c’. Ma esiste anche cacciucco, scritto con due ‘c’. Io non so ovviamente quale sia quella giusta, ma dall’indignazione che si notava sul volto di chi mi correggeva, tendo ad optare per la versione con 2 ‘c’ (che poi nella somma sono 4, così come nell’altra versione sono 3…per la precisione, eh).
Ricercando comunque il giusto spelling della parola, mi sono fatto un’imprevista cultura sul cacciucco (opto per la versione con 4 c”…). Il termine viene dal turco kaukli, che significa tagliato fine.
Insomma, è probabile che a fare il caciucco (lo scrivo una volta con 3 ‘c’ e una con ‘4’, così non scontento nessuno), sia stato verso il 1500 qualche marinaio turco del pirata Beylerbey (Barbarossa), il terrore del Mediterraneo. E sono convinto che se Robin Wood lo sapesse, scriverebbe un episodio del suo leggendario fumetto Dago, il rinnegato veneziano che diventa Giannizzero del Sultano e molte altre cose.