Alex Liddi, l’ambasciatore del baseball italiano

BASEBALL, SCHIROPENSIERO, SPORT, VIAGGI

Dopo averlo inseguito per un po’, finalmente ho ricevuto un cenno da Alex Liddi, che sicuramente è stato la persona più citata Alex Liddi con la maglia dei Marinersqui a Vero Beach nelle ultime 2 o 3 sere. I suoi 2 grandi slam (come nel baseball si chiamano i fuoricampo da 4 punti) hanno entusiasmato moltissima gente. Primi fra tutti, i giocatori e i tecnici della nazionale. Liddi in effetti ha giocato in tutte le nazionali possibili: Cadetti, Juniores, Under 21 e nella nazionale Maggiore. E’ un azzurro a tutto tondo e, al momento, il principale ambasciatore del baseball italiano nel mondo.

Parlando con Alex, ho ovviamente preso appunti per una intervista, che scriverò nei prossimi giorni per il sito della FIBS. Qui voglio parlare di Liddi sotto un altro punto di vista.
Anni fa, quando il nostro si apprestava a disputare la sua prima stagione da professionista, venni chiamato a cimento in un forum. Mi venne chiesto se ero d’accordo con il fatto che Liddi fosse il più grande giocatore italiano di tutti i tempi. Ovviamente, risposi che non lo era e non lo poteva essere. Aveva appena 18 anni e non aveva ancora giocato ad alto livello. In Italia, era arrivato al massimo alla Serie A2, in America stava giocando in Rookie League, il primo gradino del baseball pro.
Qualcuno, approfittò di questa mia onesta (e anche un po’ scontata) affermazione per dire che ce l’avevo con Liddi perchè aveva preferito firmare da professionista piuttosto che entrare all’Accademia FIBS di Tirrenia.

Mi spiace solo che qualcuno possa pensare che qualcun altro sia così meschino. Un ragazzo ha un’offerta per andare a vivere la massima esperienza che un giocatore di baseball può desiderare, oltretutto discretamente pagato, e io mi sarei potuto permettere di sminuirlo perchè non accettava di essere parte dell’Accademia FIBS? Ma andiamo!
Per qualche anno, ho avuto la sensazione che Liddi stesso e i suoi famigliari si fossero fatti convincere sull’esistenza di un mio presunto ostracismo. Ma voglio usare questo spazio non per spiegare che non c’è nessun ostracismo (cosa che non c’è nemmeno bisogno di spiegare…), ma perchè un giornalista deve avere il coraggio di dire la sua opinione.
Io so benissimo che se scrivo che qualcuno ha giocato male, quel qualcuno non sarà contento. A volte è difficile, perchè mi capita di giudicare atleti che conosco benissimo e con i quali ho un rapporto di cordialità. Ma il giudizio non riguarda il rapporto di una persona con un’altra persona. Riguarda un professionista che fa il suo lavoro, e che del suo lavoro deveacqua a palate rispondere solo ai lettori (legge sulla stampa alla mano). Se il lavoro presuppone un giudizio, ci vuole il coraggio di darlo. Io non ho mai sopportato gli opinionisti che non hanno opinioni o i critici che non se la sentono di criticare. E se per fare il mio dovere devo scontentare qualcuno, pazienza.

Certo, scontentare Alex Liddi mi sarebbe dispiaciuto molto. Perchè testimoniare la passione con cui gioca, la voglia che ha di essere un campione, la irrefrenabile felicità che gli dà rappresentare la nazionale è un privilegio, una di quelle cose per cui vale la pena fare il mestiere che faccio io.
Ricordo benissimo quando sono sceso in campo all’All Star Game del 2009 e Alex mi ha visto. E’ venuto subito ad abbracciarmi, spontaneo. Perchè lui fa tutto spontaneamente e magari senza pensare a potenziali conseguenze, anche non rispondere al telefono quando non ha voglia di parlarmi. Gli ho anche detto, una volta: “Se arrivi in Major, ti devi rassegnare al fatto che non puoi rispondere al telefono o alle mail solo se il mittente è una bella donna”. Ma scherzavo, perchè so che non c’è cattiveria in questo suo negarsi ai doveri di un atleta professionista.
A ben pensarci, c’è però una cosa che Liddi fa con tutto il raziocinio del mondo. Ed è giocare a baseball. E’ una cosa che a lui piace così tanto che arriva persino a perdere tempo con il Camp dei giornalisti, divertendosi pure. Però è una cosa seria.
Io lo capisco benissimo, perchè per me scrivere è la stessa cosa. Mi diverte tanto, al punto che perdo tempo a buttare giù composizioni in rima prive di qualsiasi senso solo per far ridere qualche amico o i miei famigliari, ma quando devo scrivere un articolo divento la persona più seria sulla faccia della terra. E mi arrabbio tantissimo con me stesso, se mi sfugge un refuso. Anche solo quando metto una post su Facebook o scrivo una e mail a qualche amico.

Comunque, Alex Liddi ha dato un senso al nostro 10  marzo, che sarebbe altrimenti stato un giorno di quelli da cancellare: sveglia all’alba, partita cancellata, rientro allo Sports Village con le camera non ancora rifatte. Glielo ha dato soprattutto quando qualcuno è riuscito a parlargli e lui, come prima domanda, ha chiesto come andassero le cose qui.

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2 thoughts on “Alex Liddi, l’ambasciatore del baseball italiano

  1. Bel post su Alex Liddi, l’ambasciatore del baseball italiano. Sono molto impressionato con il tempo e lo sforzo che avete messo nel scrivere questa storia . Vi darò un link sul mio blog sui social media. Tutti i migliori !
    Grazie!

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