Non c’è futuro per un Parma come questo

CALCIO, SCHIROPENSIERO

Insomma, andiamo male. Lo dico guardando la classifica partendo dal basso: Venezia 3; Parma, Fiorentina e Udinese 4; Genoa e Monza 7; Sassuolo e Bologna 8; Lecce 9. C’è poi un altro dato che sconforta ed è la differenza reti a -10 (5 fatti e 15 subite; la Fiorentina, pure a -10, è a 9 e 19), appena meglio del Venezia (-11) e appena peggio dell’Udinese (-9). L’Udinese che, per inciso, gioca al Tardini mercoledì pomeriggio in una partita che sarà certamente drammatica.

L’Udinese l’ho appena vista giocare contro il Milan. Che non era propriamente in formazione tipo (Tomori e Diawara in difesa, Bartesaghi ala sinistra) e che non ha fatto troppa fatica per vincere. Anche perché l’Udinese ha regalato il gol dell’1-0 con una dormita collettiva che ha lasciato Pulisic davanti al portiere con il tempo di stoppare (molto bene), quasi scivolare, prendere la mira e fare gol.
L’Udinese è una squadra fisica, ai limiti dell’intimidazione. Ma (almeno nella versione attuale) tecnicamente molto povera.

Adesso riavvolgiamo il nastro e torniamo a sabato. Anche il Parma è tecnicamente piuttosto povero. Ma nel primo tempo ha avuto almeno 3 palle gol molto nitide. Detto questo, consentitemi di smorzare un po’ l’entusiasmo. La Lazio ha comunque avuto il pallino del gioco (la percentuale di possesso palla è 68 a 32) per tutto il primo tempo e avrebbe anche segnato, se non fosse stato segnalato un fuorigioco di centimetri e se un colpo di testa a botta sicura di Isaksen non fosse finito sulla traversa.

Diciamo comunque che il Parma, nel primo tempo, ha fatto la sua partita. Ha pressato, ha aggredito e, appena possibile, ha cercato e trovato i 2 attaccanti (Romero ed El Bilal Touré). Poi, però, nel secondo tempo è sparito dal campo. O meglio, la Lazio lo ha cancellato dal campo.

Il Parma del secondo tempo è tornato a essere il Parma che ne ha beccati 3 dal Torino: timoroso e impreciso. La percentuale di passaggi completati è stata del 72%, che è bassa. Ma se si va a cercare il dato nella metà campo avversaria, si arriva quasi a un passaggio sbagliato su 2. Ed è evidente che a questo modo si va poco lontano.

Si avrebbe una gran voglia di consolarsi con un salomonico “ma abbiamo reagito, segnando nei minuti di recupero”. Ma il gol è chiaramente un cross sbagliato (di Lontani), sul quale il portiere della Lazio, Mandas, si è oltretutto piazzato malissimo. Di motivi per consolarsi, insomma, non ce ne sono.

La chat della mia lega di Fantacalcio, che ho visualizzato in differita di 12 ore, ha bocciato dopo pochi minuti Sierro, che nel 5-3-2 del Parma era il regista. E non si è visto molto, è vero. Ma nel secondo tempo, con Bernabè in mezzo al suo posto, Belahyane ha letteralmente banchettato. E il Parma nei primi 25 minuti non è ripartito mai.

Il cronista di Sky, Dario Massara, ha affermato che Bernabè lo vedrebbe meglio più avanti. Che è un tesi molto in voga anche al ‘Tardini’ e nella chat della mia lega di Fantacalcio. Ma è una tesi che si può sostenere solo se è un anno e mezzo che non si vede giocare Bernabè, che il passo per stare tra le linee è da un pezzo che lo ha perso. Mi trastullavo guardando il bellissimo Frosinone di Alvini. Che ha questo Romano Schmid da Graz, classe 2000, che prima di quest’anno non sapevo nemmeno chi fosse (colpa mia: ha 42 presenze in nazionale). Ma ecco, lui sì che tra le linee ci sa stare. Lasciate perdere che oggi ha segnato 2 gol ma, se potete, recuperate la partita. Poi paragonate come corre, protegge la palla, la ripulisce con lo stanco trotterellare di Bernabè.

Torniamo a noi. Di fare gol, non se ne parla. In compenso, se ne regalano agli avversari. Diego Carlos, con un colpo di tacco fortuito, ha chiuso il triangolo tra Zaccagni e Taylor. Il centrocampista olandese della Lazio aveva la palla sul sinistro, il suo piede preferito. Corvi non ho proprio capito come si era piazzato. Ma lo ha capito Taylor, che ha visto lo spazio e ha piazzato la palla sul primo palo. Nel replay in cui l’azione è ripresa dalle spalle di Taylor, si vede benissimo cosa cerca (e riesce) a fare.
“Qui il portiere non ci può fare nulla”, ha sentenziato Nando Orsi, portiere di un pessimo Parma anni ’80 in Serie C. Che evidentemente fa parte del club “Corvi non si tocca”.

La tessera numero due (la numero uno è sempre di Luto) ce la deve avere il mio amico Sandro Piovani. Che nelle sue pagelle sulla Gazzetta di Parma ha scritto “questa volta non commette errori in impostazione”. Poi, vado a vedere la partita. E il secondo gol nasce da un passaggio a non si sa chi a inizio azione, sul quale la Lazio ha impostato la manovra che avrebbe portato il povero (è il caso di dirlo) Diego Carlos a infilare il 2-0 con un autogol da partita di calcio jugoslavo delle 14 del sabato commentata da Bruno Petrali.

In conclusione, se fossi Marione[Il Gila] sarei bello disperato. Perché, sinceramente, non si vede una soluzione che sia ovvia.
Quello che il Parma può fare è ripartire da Romero ed El Bilal Touré. Che, a differenza di Corvi, non gode di buona stampa. Ma è uno di quelli che in campo combinano qualcosa. Un altro di quelli che combinano qualcosa è Nelson[Mandela Keita]. Che se solo fosse meno innamorato del pallone, al punto da tendere a perderlo un sacco di volte a partita, sarebbe un centrocampista di valore assoluto.
Comunque, Mario[Il Gila], c’è da lavorare. Soprattutto per ridurre gli errori. Che sono tanti, sono troppi.

Anche per Paolono[Cherubini] c’è da lavorare. O meglio, ci sarà da lavorare tra un paio di mesi. Perché qualcosa sul mercato bisognerà pur fare. Evitando le scommesse, gli investimenti per il futuro (non c’è nessun futuro, se si va avanti così) e puntellando la rosa con giocatori pronti subito a dare una mano.

Le note positive, alla fine del weekend, ci sono comunque e provengono dalla mia squadra di Fantacalcio. Perché non so se si era capito, ma Schmid Romano da Graz a Fantacalcio ce l’ho io.

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